Morrone niente fiamme, parte la maxi bonifica. Vertice in procura per le indagini
· di Andrea

I canadair sono tornati a Roma perché non serve più scaricare acqua in quanto non ci sono più fiamme: volgerebbe al meglio, la lotta senza quartiere in atto da oltre 20 giorni contro l’incendio sul monte Morrone dove, dopo una mattinata con tre canadair e due elicotteri, sono al lavoro squadre di terra per la bonifica “con pale e picconi”. Un elicottero, tra i più performanti, è pronto ad intervenire se si alzasse qualche fumaiolo. Ma tra gli operatori nessuno si fida e festeggia perché la ripresa, come in altre circostanze, non si può escludere. Per ben tre volte l'incendio era stato dichiarato silente e poi aveva ripreso vigore. Solo oggi sono stati 141 gli sganci effettuati mentre settanta uomini tra vigili del fuoco, protezione civile e nono reggimento alpini hanno lavorato da terra. "La partita determinante comincia ora con la bonifica"- rimarca il capo della protezione civile regionale Maurizio Scelli. I due pennacchi di fumo visibili si trovano a 1800 metri e lì sono i mezzi aerei potranno intervenire. Intanto si contano i primi danni tra la fauna selvatica a causa degli oltre 700 ettari di bosco andati in fumo. Questa mattina intanto il capo della procura della Repubblica di Sulmona Luciano D'Angelo ha tenuto un summit in procura con i rappresentanti dei carabinieri forestali per fare il punto sulle indagini e studiare un strategia investigativa.
Nessun indagato al momento ma l'intero sistema dell'emergenza risulta sotto esame, in particolare le scelte prese o omesse dai direttori delle operazioni di spegnimento. D'Angelo domenica mattina era salito in quota per rendersi conto di persona della situazione
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