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Morrone, l'ultima dell'Esercito dopo 28 giorni. "Strade aperte e mezzi schierati"

· di Andrea
Morrone, l'ultima dell'Esercito dopo 28 giorni. "Strade aperte e mezzi schierati"
Ventotto giorni sul fronte del fuoco. Ventotto giorni di uomini, mezzi e lavoro sulla montagna ferita dagli incendi. Oggi, 9 settembre, il 9° Reggimento Alpini dell’Aquila lascia il Monte Morrone e chiude una lunga fase di intervento iniziata il 13 agosto. "L'esercito se ne va solo fisicamente perché rimane nel nostro cuore. È stata una condivisione piena di sofferenza, di momenti duri e di tutte le fasi dell'emergenza"- sottolinea il capo della protezione civile regionale Maurizio Scelli che ha salutato il nono reggimento, stringendo la mano a tutti i militari. Non è stata una semplice presenza di supporto. Nei momenti più difficili, sul Morrone hanno operato oltre venti militari, impegnati insieme a Vigili del fuoco, Protezione civile regionale e volontari in un dispositivo costruito per contenere l’emergenza e impedire che le fiamme potessero continuare ad avanzare. E sul terreno, il 17 agosto, è arrivato uno degli strumenti più importanti di questa battaglia: il New Holland D180, il grande mezzo apripista giunto da Roma. Un bulldozer cingolato capace di muoversi sui terreni più difficili e soprattutto di aprire rapidamente le linee tagliafuoco, creando una barriera contro il fuoco. Il suo lavoro è proseguito durante l’emergenza, accanto alle altre attività del contingente militare. Le macchine movimento terra hanno avuto un ruolo cruciale nella realizzazione delle linee di contenimento, mentre un’autobotte ha garantito il rifornimento delle vasche utilizzate dagli elicotteri impegnati nello spegnimento. Oggi il dispositivo militare lascia il Morrone. Restano il segno dell’incendio, il lavoro ancora da completare e soprattutto il bilancio di quasi un mese trascorso sul campo. "Per il 9° Reggimento Alpini è stata un’altra prova della capacità di intervenire nelle emergenze del territorio. Una capacità costruita anche sull’esperienza maturata proprio sul Morrone nel 2017 e sull’addestramento specifico del Battaglione multifunzione “Vicenza”, nato per concorrere agli interventi in caso di pubbliche calamità"- ha sottolineato il Comandante Mario D'Angelo
Nel frattempo rimane in piedi la centrale operativa nel campo sportivo di Roccacasale fino alla cessazione formale dell'emergenza. Gli elicotteri della flotta regionale rimangono operativi per controllare ogni minimo ed eventuale risveglio della brace. Si attende la pioggia prima di lavorare a tamburo battente sulla fase due, ossia sulla messa in sicurezza della montagna che presenta rischi elevati di colate detritiche anche per minime pioggie, come spiegato nei giorni scorsi dai geologi Nicola Sciarra (docente universitá di Chieti) e Catia Di Nisio (presidente ordine regionale). I due esperti sono stati chiamati da Scelli per pensare alla fase post incendio. Non un atto dovuto ma lungimirante

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