Morrone, arriva la relazione. "Nessuna utilità dalle pompe del Colle delle Vacche"
· di Andrea

Altro che intervento decisivo. Le pompe installate sul Colle delle Vacche non hanno dato alcun contributo concreto nel tentativo di arrestare l’avanzata dell’incendio sul monte Morrone. A confermarlo, a distanza di giorni dalle polemiche, sono gli operatori impegnati sul fronte dell’emergenza nella montagna simbolo di Celestino V. I punti realmente strategici per il rifornimento idrico di autobotti e mezzi dei vigili del fuoco erano tre: il Centro del Lupo a Popoli Terme, l’incrocio di Roccacasale con la statale 17 e l’imbocco del Colle delle Vacche dal versante di Bagnaturo. Eppure, secondo quanto riferito dagli addetti ai lavori, i vigili del fuoco non risultano aver effettuato alcun carico d’acqua dal Colle delle Vacche. L’unico episodio risale al 22 agosto, quando si tentò di utilizzare le pompe per riempire un modulo da quattromila litri. Un’operazione riuscita a fatica, con tempi lunghi e risultati tutt’altro che brillanti, perché le pompe non garantivano una pressione sufficiente. In pratica, il tanto celebrato sistema delle Vacche si è trasformato in un vero e proprio crash test fallito. I tecnici del settore non lasciano spazio a interpretazioni: l’impianto non ha superato la prova sul campo. E del resto, in assenza di focolai tracciati, i vigili del fuoco non avevano alcuna necessità operativa di raggiungere il Colle delle Vacche. Le prime vere operazioni di bonifica con l’acqua sono infatti cominciate soltanto lunedì scorso, attraverso l’apertura della storica linea tagliafuoco lunga cinque chilometri e mezzo, che collega i Comuni di Roccacasale e Pratola Peligna.
Restano dunque le polemiche, ma soprattutto resta un dato difficile da nascondere: nel momento dell’emergenza, le pompe del Colle delle Vacche non hanno rappresentato la soluzione promessa. Hanno offerto appena un tentativo, portato a termine con enorme difficoltà, senza alcun ruolo determinante nel contenimento delle fiamme.
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