Minacce e movida: "ora vi accoltelliamo". Bar vietati per quattro giovanissimi
· di Andrea

SULMONA, 10 Settembre - Va avanti la stretta sulla movida da parte del questore Fabrizio Mancini. Sono quattro i provvedimenti amministrativi adottati nei confronti dei protagonisti di una violenta lite avvenuta nel centro storico di Sulmona la sera del 26 settembre 2024, culminata con una presunta minaccia di accoltellamento.
La vicenda era stata ricostruita dai carabinieri della compagnia di Sulmona intervenuti quella sera lungo corso Ovidio. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, un 30enne residente nel Pescarese, che stava trascorrendo la serata con alcuni coetanei, aveva avuto una discussione con alcune persone del posto. Nel corso del diverbio avrebbe mostrato un coltello a uno dei presenti, provocando paura tra le persone che si trovavano nella zona.
La lite, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe nata per futili motivi, forse anche a causa di qualche bicchiere di troppo. Dopo il primo episodio in corso Ovidio, il 30enne e tre giovani sulmonesi, di 20 e 25 anni, si sarebbero incontrati nuovamente nei pressi di vico dei Sardi.
È proprio in quel punto che la situazione sarebbe nuovamente degenerata. Il 30enne avrebbe rivolto ai giovani una minaccia esplicita: «Adesso spacchiamo tutto e vi accoltelliamo».
L'allarme aveva reso necessario un nuovo intervento dei carabinieri della compagnia di Sulmona, che avevano identificato le persone coinvolte. I militari non avevano trovato il coltello, ma le testimonianze raccolte nel corso delle indagini avevano fornito elementi ritenuti sufficienti per procedere sul piano penale con un'imputazione per minaccia aggravata.
Un contributo importante alla ricostruzione dei fatti sarebbe arrivato anche dalla proprietaria del pub della movida, ascoltata dagli investigatori come persona informata sui fatti.
Per il 30enne il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona Stefano Iafolla ha chiesto il processo ed è stata fissata l'udienza predibattimentale.
Parallelamente al procedimento penale, la vicenda ha avuto conseguenze anche sul piano amministrativo. I provvedimenti disposti dal questore Mancini hanno infatti interessato tutti i protagonisti della vicenda, con l'obiettivo di contrastare comportamenti ritenuti incompatibili con la sicurezza e la tranquillità della movida cittadina.
La misura si inserisce nel più ampio giro di vite avviato in città per prevenire episodi di violenza e disordini nei luoghi maggiormente frequentati durante le ore serali e notturne.
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