Mafia e spaccio, via agli interrogatori. Bocche cucite dal capo clan
· di Andrea

Sono iniziati alle dieci in punto gli interrogatori di garanzia dei venti arrestati nell’ambito dell’inchiesta Metamorfosi, l’indagine che ha fatto luce su un presunto sodalizio criminale dedito alle attività mafiose e allo spaccio di sostanze stupefacenti in città.
Il primo a essere ascoltato, in collegamento dal carcere, è stato Ivano Antonio Di Marco, assistito dal suo avvocato Stefano Michelangelo, davanti al giudice per le indagini preliminari Marco Billi. L'uomo, di origini siciliane, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, non rilasciando dichiarazioni.
Secondo l'impianto accusatorio, Di Marco sarebbe stato tra i principali promotori dell'organizzazione criminale, insieme a Massimiliano Le Donne. Dopo aver scontato una pena nel carcere di Sulmona, avrebbe deciso di mettere in piedi il clan, assumendo un ruolo centrale nella sua costituzione e organizzazione.
Una volta arrivato in città e presa casa, avrebbe inoltre ottenuto la disponibilità di due attività commerciali situate in piazza Garibaldi, che sarebbero state utilizzate come basi operative del sodalizio.
Gli interrogatori proseguiranno per tutta la mattinata e fino al primo pomeriggio, secondo il calendario predisposto dal gip. Per la maggior parte degli indagati si prevede la scelta di non rispondere alle domande del giudice, seguendo così la linea già adottata dal primo arrestato.
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