La divisa inganna: truffatori vestiti da finti carabinieri. Anziano raggirato
· di Andrea

SULMONA, 12 Settembre - Si sono presentati alla porta di casa indossando uniformi simili a quelle dei carabinieri, dopo averlo già contattato telefonicamente con una storia studiata nei minimi dettagli. Così un 80enne di Sulmona è stato raggirato da una banda di truffatori, riusciti a farsi consegnare 1.500 euro in contanti con la scusa di una presunta cauzione necessaria per evitare l’arresto del nipote.
L’episodio è avvenuto nelle scorse settimane ed è stato raccontato durante l’incontro di sensibilizzazione organizzato dalla Compagnia dei carabinieri di Sulmona con il Comitato di quartiere della zona Peep. L’iniziativa era dedicata alla prevenzione delle truffe, con particolare attenzione agli anziani, spesso individuati dai malviventi come vittime privilegiate.
La tecnica utilizzata è quella del falso incidente. L’anziano avrebbe ricevuto una telefonata da persone che si sono spacciate per marescialli dei carabinieri. I truffatori gli avrebbero riferito che il nipote era rimasto coinvolto in un incidente stradale e che, per evitare conseguenze giudiziarie e il suo arresto, sarebbe stato necessario pagare immediatamente una cauzione di 1.500 euro.
La richiesta, formulata con toni allarmistici e insistendo sulla necessità di agire rapidamente, avrebbe impedito alla vittima di verificare quanto stava accadendo. Poco dopo, alla porta dell’abitazione si sono presentati due uomini con indosso uniformi simili a quelle dell’Arma. La presenza dei falsi militari ha reso ancora più credibile il racconto e convinto l’80enne a consegnare il denaro.
Solo in un secondo momento l’uomo si è reso conto di essere stato vittima di un raggiro. Il nipote non aveva avuto alcun incidente, non era stato arrestato e non vi era alcuna cauzione da pagare. I sedicenti carabinieri erano soltanto truffatori che avevano sfruttato la paura e la preoccupazione dell’anziano per impossessarsi dei suoi risparmi.
Il caso rappresenta uno dei diversi episodi segnalati nella città ovidiana. Negli ultimi anni le truffe sono diventate sempre più frequenti e sofisticate, facendo leva sull’emotività delle persone e sulla capacità dei malviventi di assumere ruoli credibili. Finti appartenenti alle forze dell’ordine, falsi tecnici del gas o dell’acqua, operatori bancari e avvocati sono alcune delle figure utilizzate per avvicinare le vittime e ottenere denaro o beni di valore.
A mettere in guardia i cittadini è stato il maggiore Toni Di Giosia, comandante della Compagnia dei carabinieri di Sulmona, intervenuto all’iniziativa dopo i saluti degli organizzatori Emma Carfagnini e del presidente del Comitato di quartiere, Elia Polidoro. L’ufficiale ha illustrato le principali modalità con cui vengono messi a segno i raggiri, fornendo indicazioni pratiche per riconoscere le situazioni sospette e reagire correttamente.
Il messaggio principale è stato chiaro: non bisogna lasciarsi condizionare dall’urgenza imposta dai truffatori. Nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede denaro contante per evitare un arresto, risolvere un incidente o chiudere un procedimento. Allo stesso modo, carabinieri, polizia e altri enti pubblici non mandano persone a domicilio per ritirare soldi, gioielli o documenti.
In caso di telefonate sospette, la prima regola è interrompere la conversazione e contattare direttamente il familiare coinvolto, utilizzando un numero conosciuto e non quello eventualmente fornito dall’interlocutore. È inoltre importante non aprire la porta a sconosciuti, anche se indossano una divisa o mostrano un tesserino. In caso di dubbi, si può chiedere alla persona di attendere all’esterno e contattare il 112 per verificarne l’identità.
Il maggiore Di Giosia ha sottolineato infine l’importanza di segnalare tempestivamente ogni episodio alle forze dell’ordine, senza provare vergogna qualora la truffa sia andata a buon fine. Denunciare consente infatti di raccogliere elementi utili alle indagini e di prevenire ulteriori raggiri ai danni di altre persone.
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