Salta al contenuto

Infermiera di 55 anni lasciata senza mansioni: il Tribunale condanna la Asl a pagare oltre 120mila euro

· di Andrea
Infermiera di 55 anni lasciata senza mansioni: il Tribunale condanna la Asl a pagare oltre 120mila euro
Risarcimento per i danni alla salute e per la mancata assegnazione di un lavoro effettivo dopo il rientro in servizio. Una condanna da 120.269,85 euro per un’infermiera di 55 anni che, secondo quanto accertato dal Tribunale, ha subito danni alla salute e una lunga condizione di inattività lavorativa. È questo l’esito della causa celebrata davanti al Tribunale di Sulmona, che ha riconosciuto le responsabilità dell’amministrazione pubblica datrice di lavoro. La vicenda riguarda due momenti distinti. Il primo è quello in cui la lavoratrice, a causa delle proprie condizioni di salute, avrebbe avuto bisogno di essere assegnata tempestivamente a compiti compatibili con il suo stato fisico. Secondo il giudice, l’amministrazione non avrebbe adottato per tempo le misure necessarie a tutelarla, nonostante le segnalazioni mediche. A pesare sulla decisione è stato anche il ritardo di sette mesi nella trasmissione della documentazione sanitaria agli organi competenti. Questa situazione avrebbe costretto la dipendente ad assentarsi dal lavoro, subendo anche una riduzione dello stipendio. Il Tribunale ha quindi riconosciuto le responsabilità dell’amministrazione per non aver protetto adeguatamente la salute della lavoratrice. Ma la vicenda non si sarebbe conclusa con il rientro in servizio. Dopo essere stata ricollocata come coadiutore amministrativo, infatti, l’infermiera sarebbe rimasta senza incarichi concreti e senza un’attività lavorativa effettiva dal 21 dicembre 2018 al 18 aprile 2020.
Un periodo di quasi sedici mesi durante il quale, secondo quanto emerso nel processo, la dipendente sarebbe rimasta sostanzialmente inattiva. Una condizione che il giudice ha ritenuto lesiva della sua dignità e della sua professionalità, riconoscendo il diritto a un risarcimento anche per questa parte della vicenda. La sentenza ha tenuto conto sia delle conseguenze sulla salute, valutate anche attraverso una consulenza medico-legale, sia del danno legato alla prolungata esclusione da un’attività lavorativa concreta. L’amministrazione è stata condannata a versare complessivamente 120.269,85 euro, oltre a sostenere le spese legali e quelle della consulenza tecnica. La decisione comprende anche gli importi necessari alla regolarizzazione dei contributi previdenziali.

Commenti

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!

Lascia un commento

Nessuna registrazione richiesta. L'email non viene pubblicata.