Incidente ferroviario, cantiere "fai da te" da un mese. Spunta il primo indagato
· di Andrea


Si accelera sull’incidente ferroviario avvenuto sabato a Roccaraso, in località Palaghiaccio. La Procura della Repubblica di Sulmona ha iscritto nel registro degli indagati il rappresentante legale della società appaltatrice, un uomo di 50 anni residente a Roma. Si tratta, secondo quanto emerso, di un atto dovuto, necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti e garantire all’indagato le tutele previste dalla legge.
L’incidente si è verificato lungo la linea della Ferrovia dei Parchi, dove un treno storico ha urtato una piattaforma sulla quale si trovavano tre operai impegnati nei lavori di rifacimento di un ponte sulla strada statale 17, nell’ambito di un appalto per conto di Anas. Due lavoratori sono precipitati dalla struttura, mentre il terzo è rimasto sulla piattaforma. Il bilancio complessivo è salito a quattro feriti: anche uno dei macchinisti del convoglio si è recato al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona per la refertazione delle lesioni riportate, fortunatamente non gravi.
Restano stabili, invece, le condizioni dell’operaio di 56 anni, il più grave tra i lavoratori coinvolti. I primi esami strumentali hanno escluso conseguenze peggiori, ma la prognosi resta riservata. L’uomo è ricoverato all’ospedale di Pescara con un politrauma. Gli altri due operai, cittadini senegalesi come il 56enne, sono stati trasportati negli ospedali di Sulmona e Castel di Sangro.
Il fascicolo è stato aperto per l’ipotesi di delitto colposo di pericolo, contestazione riferita alla creazione o al mantenimento, per negligenza, imprudenza o imperizia, di una situazione potenzialmente idonea a provocare un disastro ferroviario.
I primi accertamenti, affidati ai carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro, avrebbero evidenziato un elemento ritenuto particolarmente rilevante: agli enti competenti non sarebbe arrivata alcuna comunicazione relativa ai lavori in corso nel tratto ferroviario interessato dal passaggio del convoglio. Secondo i primi riscontri, il cantiere sarebbe stato operativo da circa un mese, nei fine settimana, senza la trasmissione della documentazione necessaria. Un aspetto che dovrà essere verificato e approfondito dagli investigatori.
Tra gli elementi da chiarire ci sono la posizione della piattaforma, le eventuali segnalazioni predisposte per avvisare i macchinisti e le misure adottate per separare l’area di lavoro dalla linea ferroviaria. Saranno inoltre esaminate la velocità del treno, i tempi di reazione dei macchinisti e l’efficienza dell’impianto frenante. Secondo una prima ricostruzione, il convoglio avrebbe frenato dopo che i macchinisti si erano accorti della presenza della piattaforma e degli operai, senza però riuscire a fermarsi in tempo.
Sono stati sequestrati il treno, la piattaforma, il cantiere e il tratto ferroviario interessato. La misura potrebbe avere conseguenze sui prossimi appuntamenti del treno storico: la corsa prevista ieri è stata già cancellata. Anche Rete Ferroviaria Italiana ha avviato verifiche interne, mentre la Asl 1 sta controllando condizioni del cantiere, distanze operative, formazione dei lavoratori e rispetto delle norme di sicurezza.
Illesi i circa 400 passeggeri e gli altri macchinisti, comunque scossi dall’accaduto. I viaggiatori sono stati recuperati da un altro convoglio partito da Sulmona. L’incidente ha provocato anche la chiusura temporanea della statale 17.
L’inchiesta dovrà ora ricostruire l’intera sequenza dei fatti e accertare eventuali responsabilità. Una vicenda che, proprio nella giornata nazionale dedicata alle vittime sul lavoro, riporta al centro il tema della sicurezza nei cantieri e della necessità di rispettare ogni procedura prevista per evitare tragedie
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