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Inceneritore, la Get-Energy torna alla carica. Apertura nuova procedura

· di Andrea
Inceneritore, la Get-Energy torna alla carica. Apertura nuova procedura
La società Get Energy, che aveva presentato un progetto di incenerimento di rifiuti con pirolisi da realizzarsi a Sulmona, poi ritirato per le evidenti lacune progettuali segnalate dalle associazioni, torna alla carica aprendo una nuova procedura di PAUR con relativa Valutazione di Impatto Ambientale. Il progetto risulta modificato rispetto alla prima istanza. I rifiuti da trattare mediante pirolisi passano a 18.660 tonnellate/anno, la metà rispetto al passato. Invece altre 3.500 tonnellate/anno di plastiche saranno recuperate come End of Waste. Pertanto complessivamente l'impianto gestirebbe 22.160 tonnellate/anno di rifiuti in ingresso. Le migliaia di tonnellate di synoil prodotto con la pirolisi a partire dai rifiuti vengono inviate altrove come rifiuto. Il syngas verrebbe sottoposto a ulteriori processi di purificazione prima di essere bruciato in azienda per produrre energia elettrica in otto gruppi elettrogeni da 3,44 MWe complessivi. Grazie a questi trattamenti del syngas, secondo quanto sostenuto dai tecnici dell'azienda, il progetto non sarebbe inquadrabile come inceneritore in quanto beneficerebbe dell'esclusione prevista dalla legge per gli impianti di pirolisi dove i gas prodotti sono purificati in misura tale da non costituire più rifiuti prima del loro incenerimento e da poter provocare emissioni non superiori a quelli derivanti dalla combustione di gas naturale. L'impianto tratterebbe 4.000 tonnellate di plastiche e 18.160 tonnellate di altri rifiuti quali imballaggi in materiali compositi; plastica e gomma da trattamento meccanico dei rifiuti; rifiuti combustibili (CDR); altri rifiuti da selezione, frazioni leggere combustibili non recuperabili come materia. Dichiara Augusto De Sanctis del Forum H2O "I documenti sono ora tutti visibili al contrario del precedente progetto dove si era verificato un maldestro tentativo di segretazione. La modifiche introdotte confermano quanto fossero fondate le nostre osservazioni al primo progetto. A nostro avviso, ad una prima lettura delle carte che ovviamente approfondiremo, persistono comunque diverse significative criticità. Seppur ridotte, ci sarebbero emissioni in atmosfera dai bruciatori, che si andrebbero a sommare a quelle degli altri impianti industriali della zona in una conca chiusa come la Valle Peligna. Il processo alla fine trasforma gran parte dei rifiuti in ingresso in altri rifiuti da smaltire. Infatti dalle 22.160 tonnellate di rifiuti iniziali, si formerebbero, per ammissione della stessa azienda, da 3.358,8 a 3.732 tonnellate/anno di rifiuti quali ceneri e da 7.464 a 9.330 tonnellate/anno di synoil. Pertanto fino al 59% dei rifiuti in ingresso si trasformeranno in altri rifiuti da gestire successivamente in altri impianti. Inoltre la qualità del syngas da bruciare sarebbe valutato di volta in volta e, nel caso di non conformità rispetto ai requisiti previsti per la produzione energetica, verrebbe inviato alla torcia di sicurezza con le relative emissioni in loco. Perplessità le abbiamo anche sulla pretesa dell'azienda di escludere l'impianto dalla procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale. Insomma, invitiamo nuovamente enti e cittadini a tenere alta la guardia e ad esaminare bene le carte assieme a noi in vista della nuova tornata di osservazioni che si aprirà a breve dopo una prima verifica da parte degli enti che già in questa fase possono chiedere integrazioni documentali". Tuttavia la procedura deve fare i conti con un'inchiesta pubblica voluta dalla vice presidente del consiglio regionale Marianna Scoccia. Inchiesta che prenderà il via proprio in questa fase dopo la presentazione dell'emendamento
La documentazione depositata è qui: https://www2.regione.abruzzo.it/content/progetto-la-realizzazione-di-un-impianto-di-messa-riserva-di-rifiuti-non-pericolosi-r13-e

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