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Incendio Morrone, la verità nei tabulati. La Procura "sequestra" i report

· di Andrea
Incendio Morrone, la verità nei tabulati. La Procura "sequestra" i report
Mentre va avanti la maxi bonifica sul monte Morrone, entra nel vivo l'inchiesta giudiziaria coordinata dal capo della procura della Repubblica di Sulmona Luciano D'Angelo che domenica mattina era salito in quota per controllare di persona la situazione. La procura ha disposto l'acquisizione dei tabulati della centrale operativa per controllare tutte le direttive impartite dall'inizio dell'emergenza dai direttori delle operazioni di spegnimento ( DOS), gli interventi effettuati sul campo e tutte le operazioni tecnico-operative collegata alla gestione del fronte incendiario. Sono una trentina i DOS che si sono alternati al comando delle operazioni di spegnimento dal 9 agosto a oggi. Sono loro a dettare la linea d'intervento e a impartire i comandi ai piloti dei mezzi aerei e alle squadre da terra. Per questo la procura sta riavvolgendo il nastro per scandagliare ogni singola segnalazione e accertare eventuali profili di negligenza. Il capo della procura ha chiesto anche una relazione dettagliata sull'evoluzione dell'incendio, partendo proprio da quel 9 agosto, quando si era visto il primo pennacchio di fumo sulla Valle dei Preti. Tre sono state le ripartenze dell'incendio. Settecento gli ettari di bosco andati in fumo con un danno incalcolabile all'ecosistema. Le prime carcasse di animali sono trovate nei giorni scorsi. Nel mirino della procura è finita anche la condizione del sottobosco, una "polveriera" per dirla con le parole del capo della protezione civile regionale Maurizio Scelli che ha lanciato l'allarme sul rischio idrogeologico, chiamando in causa i vertici del Parco Nazionale della Maiella.«Qui è tutto bruciato e il rischio è che si verifichi una frana, che potrebbe provocare danni persino maggiori di quelli causati dall’incendio», ha avvertito il direttore della Protezione civile. La Regione Abruzzo ha già stanziato fondi per il recupero e la messa in sicurezza delle aree boschive. Spetterà ora al Parco nazionale della Maiella procedere con gli interventi necessari per ridurre il rischio di frane e avviare il ripristino del territorio. Al termine dell'emergenza saranno tirate le somme e si procederà con le prime iscrizioni sul registro degli indagati. Ieri intanto dopo qualche lancio in mattinata, i Canadair si sono ritirati dal Morrone non essendoci più fiamme vive. Sono ancora presenti fumaiole che sono state gestite da cinquanta squadre da terra tra vigili del fuoco, protezione civile e nono reggimento alpini.
I due elicotteri della flotta regionale restano a "sentinella", pronti cioè a intervenire in caso di evenienza.

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