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Fossa e cemento per interrare i rifiuti, blitz della polizia. Area sequestrata e titolare denunciato

· di Andrea
Fossa e cemento per interrare i rifiuti, blitz della polizia. Area sequestrata e titolare denunciato
Un’area di circa 80 metri quadrati è stata posta sotto sequestro dalla Polizia nell’ambito di un’operazione contro la gestione illecita dei rifiuti. Il provvedimento ha interessato una società attiva nella zona industriale di Sulmona, specializzata nella produzione di manufatti e prodotti per l’edilizia in calcestruzzo. L’intervento degli agenti della squadra anticrimine del Commissariato di Sulmona è scattato nei giorni scorsi, a seguito di una segnalazione. Durante il controllo, gli investigatori avrebbero sorpreso alcuni dipendenti dell’azienda impegnati in operazioni di cementificazione di rifiuti. La pratica, se svolta senza le necessarie autorizzazioni o in violazione delle norme vigenti, può configurare una gestione illecita dei rifiuti e comportare potenziali rischi per l’ambiente. Gli agenti hanno quindi interrotto le attività e sequestrato sia l’area interessata sia il materiale destinato, secondo l’ipotesi investigativa, a essere interrato. Si tratta di decine di sacchi contenenti rifiuti e scarti di lavorazione. Il materiale è stato affidato all’Arpa Abruzzo, che dovrà effettuare le analisi necessarie per determinarne composizione e classificazione. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è anche la possibile presenza di rifiuti pericolosi, circostanza che dovrà essere verificata dagli esami di laboratorio. La Procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un fascicolo. Il legale rappresentante della società, un 30enne, è stato denunciato a piede libero e ha ricevuto un avviso di garanzia. Nei suoi confronti si ipotizzano violazioni della normativa in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti.
Le indagini proseguono e potrebbero riservare ulteriori sviluppi. Gli esiti delle analisi sui materiali sequestrati saranno fondamentali per chiarire la natura dei rifiuti e le modalità con cui sarebbero stati trattati. L’operazione riaccende l’attenzione sul fenomeno dello smaltimento irregolare nelle aree industriali, dove la presenza di eventuali materiali contaminanti può rappresentare un rischio significativo per il territorio e l’ambiente.

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