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Ferie non godute, il Tribunale di Sulmona riconosce oltre 130mila euro a un ex primario

· di Andrea
Ferie non godute, il Tribunale di Sulmona riconosce oltre 130mila euro a un ex primario
Oltre 130mila euro di indennità per ferie maturate e mai utilizzate durante una lunga carriera ospedaliera. È quanto riconosciuto dal Tribunale di Sulmona a un ex dirigente medico, andato in pensione nel luglio 2019 dopo aver prestato servizio negli ospedali di Sulmona e Castel di Sangro. Il giudice del lavoro ha condannato l’azienda sanitaria al pagamento di **130.100,32 euro**, oltre agli interessi legali, accogliendo solo parzialmente il ricorso presentato dal professionista. Il medico aveva chiesto il riconoscimento dell’indennità per **525 giorni di ferie non godute**, sostenendo di non aver potuto usufruire del riposo a causa delle difficoltà organizzative, della carenza di personale e della necessità di garantire la continuità dell’assistenza ai pazienti.
Secondo la ricostruzione del dirigente, l’azienda sanitaria non avrebbe inoltre adottato misure adeguate per consentirgli di recuperare i giorni accumulati. La richiesta iniziale ammontava complessivamente a oltre 143mila euro. L’azienda si era opposta, sostenendo che il medico disponesse di ampia autonomia nell’organizzazione del lavoro e che, al pari degli altri colleghi, avrebbe potuto programmare le proprie ferie. La difesa aveva inoltre evidenziato che, durante le sue assenze, le funzioni dirigenziali avrebbero potuto essere affidate ad altri medici. ## Gli obblighi dell’azienda Il punto centrale della sentenza riguarda gli obblighi del datore di lavoro in materia di ferie. Secondo il tribunale, non è sufficiente stabilire in astratto che il dipendente debba utilizzare i giorni di riposo maturati. L’azienda deve metterlo concretamente nelle condizioni di usufruirne, invitarlo a programmare le ferie e informarlo delle conseguenze legate alla loro mancata fruizione. Nel caso esaminato, il primo invito formale rivolto al medico per organizzare il recupero delle ferie risaliva al febbraio 2017. Fino a quel momento, secondo il giudice, l’azienda non aveva dimostrato di aver adottato tutte le iniziative necessarie per consentire al dirigente di utilizzare i giorni maturati. Il tribunale ha quindi riconosciuto l’indennità per le ferie maturate fino al **31 gennaio 2017**, pari a **476 giorni**. Nel dettaglio, sono stati liquidati **91.015,56 euro** per 333 giorni maturati prima del luglio 2012, quando è entrato in vigore il divieto generale di monetizzazione delle ferie non godute dai dipendenti pubblici, e ulteriori **39.084,76 euro** per i giorni maturati successivamente. ## Respinta una parte della richiesta È stata invece respinta la domanda relativa ai restanti **49 giorni**. Per quel periodo, infatti, non sarebbe stata dimostrata l’impossibilità concreta del dirigente di assentarsi dal lavoro. Dalle testimonianze raccolte è emerso che il medico non partecipava normalmente ai turni di guardia e reperibilità presso l’ospedale di Castel di Sangro e che le sue attività avrebbero potuto essere affidate ad altri sanitari. Inoltre, il professionista aveva continuato a svolgere attività libero-professionale all’interno dell’ospedale fino all’aprile 2018. La decisione ribadisce dunque che il diritto alle ferie non può essere considerato assolto da un semplice richiamo formale alle regole, ma richiede un comportamento attivo del datore di lavoro, chiamato a favorire concretamente la fruizione del riposo da parte del dipendente.

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