Fatture false ed evasione fiscale: imprenditore di Pescocostanzo rinviato a giudizio
· di Andrea

È stato rinviato a giudizio E.Z., imprenditore originario di Pescocostanzo, coinvolto in un’inchiesta su un presunto sistema di fatture per operazioni inesistenti finalizzato all’evasione fiscale.
La decisione è stata assunta dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni, che ha fissato la prima udienza del processo per l’11 febbraio. Per l’altro imputato, un cinquantenne di origine straniera, l’udienza preliminare è stata invece aggiornata.
Secondo quanto riportato negli atti dell’inchiesta, l’uomo avrebbe agito, tra il 2017 e il 2019, in qualità di amministratore e legale rappresentante di due società. In tale ruolo avrebbe emesso documenti fiscali ritenuti fittizi, consentendo a un’altra azienda riconducibile all’imprenditore di Pescocostanzo di evadere imposte sui redditi e sul valore aggiunto per una somma stimata in circa 200 mila euro.
Le fatture contestate ammonterebbero complessivamente a oltre un milione e 800 mila euro. Nel dettaglio, nel 2017 sarebbero stati emessi documenti per circa 826 mila euro, mentre nel 2018 l’importo avrebbe superato il milione di euro, con un’Iva non versata quantificata in diverse decine di migliaia di euro.
Per la Procura, le operazioni sarebbero state realizzate nell’ambito di un unico disegno criminoso, attraverso una serie di condotte ripetute nel tempo. Il sostituto procuratore Stefano Iafolla ha sostenuto la consistenza del quadro accusatorio, ritenuto sufficiente dal giudice, almeno per uno degli imputati, per affrontare il processo.
Le accuse dovranno ora essere esaminate nel dibattimento. Fino a una sentenza definitiva, entrambi gli imputati devono essere considerati non colpevoli.
Commenti
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!













