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Falsa testimonianza per la violenza sessuale. Indagate due donne di 80 anni

· di Andrea
Falsa testimonianza per la violenza sessuale. Indagate due donne di 80 anni
Falsa testimonianza per la violenza sessuale, indagate due donne di 80 anni Avevano testimoniato in favore del proprio congiunto, condannato per violenza sessuale ai danni di una bambina di nove anni e successivamente aggredito a bastonate dal padre della piccola. Ora, però, due donne di circa 80 anni dovranno rispondere dell’accusa di falsa testimonianza. Entrambe sono state raggiunte da un avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Sulmona, nell’ambito degli accertamenti sulle dichiarazioni rese durante il procedimento giudiziario. Le due donne, legate da vincoli di parentela all’uomo, avevano riferito in aula che il loro congiunto, oltre a essere stato colpito con un bastone dal padre della bambina, sarebbe stato anche minacciato di morte. Una circostanza che, secondo quanto emerso nel corso del dibattimento, non avrebbe trovato riscontri probatori. Le presunte minacce, infatti, non sarebbero state confermate da elementi concreti e non risulterebbero neppure dall’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. Da qui la decisione della Procura di procedere nei confronti delle due anziane, che ora dovranno chiarire la propria posizione rispetto alle dichiarazioni rese davanti all’autorità giudiziaria. La vicenda si inserisce in una storia particolarmente delicata, iniziata il 2 novembre 2019, quando la bambina, allora di nove anni, sarebbe stata molestata sessualmente da un uomo di 45 anni, persona di fiducia della famiglia. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’uomo avrebbe condotto la piccola in cantina con il pretesto di dare da mangiare al proprio cane, per poi compiere gli abusi e intimarle di non raccontare nulla ai genitori. La bambina avrebbe mantenuto il silenzio per circa un anno, fino a quando il suo comportamento impaurito e il disagio manifestato ogni volta che incontrava l’uomo avrebbero spinto i genitori ad approfondire la situazione. Nell’ottobre 2020 la piccola avrebbe quindi raccontato quanto accaduto. Messo alle strette, il 45enne avrebbe chiesto perdono al padre della bambina, arrivando a inginocchiarsi e a scusarsi ripetutamente.
Nell’agosto 2021, dopo un nuovo avvicinamento dell’uomo alla minore, il padre della bambina avrebbe perso il controllo, colpendolo ripetutamente con un bastone in strada e provocandone il ricovero in ospedale. Per quell’aggressione il genitore è finito a processo ed è stato condannato a quindici giorni di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali, per essersi fatto giustizia da sé. Sul fronte degli abusi, il 45enne, inizialmente condannato a dodici anni di reclusione, ha ottenuto in secondo grado una riduzione della pena a quattro anni. Nei confronti dell’uomo è stato inoltre disposto il divieto di avvicinamento alla bambina. Adesso, a distanza di tempo dai fatti, l’inchiesta sulla presunta falsa testimonianza apre un nuovo capitolo giudiziario della vicenda. Le due donne dovranno rispondere delle dichiarazioni rese a favore del parente, mentre spetterà agli accertamenti della magistratura chiarire le responsabilità e le eventuali conseguenze penali.

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