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Evasione fiscale, imprenditore si difende: «Una vicenda giudiziaria non può cancellare una storia imprenditoriale»

· di Andrea
Evasione fiscale, imprenditore si difende: «Una vicenda giudiziaria non può cancellare una storia imprenditoriale»
Dai numeri dell’azienda all’impatto sul territorio, fino alla fiducia nella magistratura: «Affronterò il procedimento in Tribunale, unica sede nella quale intendo far valere le mie ragioni» In relazione alle notizie diffuse sul rinvio a giudizio che lo riguarda, l’imprenditore interviene con una dichiarazione per precisare la propria posizione e invitare a una rappresentazione della vicenda che tenga conto, oltre che degli aspetti giudiziari ancora da definire, anche della storia e del ruolo economico dell’azienda. Nel 2017, 2018 e 2019, l’imprenditore ha ricoperto il ruolo di amministratore di una società che fatturava oltre 20 milioni di euro e occupava più di 100 dipendenti. Negli anni successivi, l’impresa ha proseguito il proprio percorso di crescita, raggiungendo nel 2025 ricavi superiori a 55 milioni di euro e un organico di oltre 200 lavoratori, con un indotto significativo, soprattutto a livello locale. Numeri che, secondo quanto evidenziato nella dichiarazione, si accompagnano a un contributo economico e occupazionale rilevante. Dal 2017 a oggi, la società avrebbe dichiarato utili per oltre 50 milioni di euro e versato allo Stato più di 30 milioni tra imposte e contributi, sostenendo nel tempo i costi del lavoro e garantendo occupazione. «Parliamo di un’impresa che non genera soltanto fatturato, ma occupazione, competenze professionali e valore per il territorio», sottolinea l’imprenditore, richiamando l’importanza delle persone che lavorano nell’azienda e delle loro famiglie. Una realtà che, nella sua ricostruzione, rappresenta un punto di riferimento economico e produttivo, forte di oltre cinquant’anni di attività e investimenti sul territorio. Il nodo centrale della presa di posizione riguarda il rapporto tra la vicenda giudiziaria e il percorso imprenditoriale dell’azienda. L’imprenditore ritiene infatti fuorviante ricondurre una storia industriale di lunga durata a un procedimento ancora da definire, mettendo in guardia dal rischio che le contestazioni diventino, nel racconto pubblico, un giudizio anticipato sulla persona.
«Una vicenda giudiziaria deve essere raccontata per ciò che è, senza trasformare una contestazione preliminare in un giudizio di colpevolezza anticipato», è il senso della sua posizione. Un richiamo che si accompagna alla richiesta di considerare anche il contesto economico e sociale nel quale la vicenda si inserisce e le possibili conseguenze che una rappresentazione non equilibrata può determinare. Sul fronte giudiziario, l’imprenditore dichiara di voler affrontare il procedimento con determinazione, ribadendo al contempo il proprio rispetto per il lavoro della magistratura e la convinzione di poter chiarire la propria posizione e dimostrare la correttezza del proprio operato. La conclusione è netta: il confronto sulle responsabilità dovrà svolgersi nelle sedi competenti, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento. «Sono pronto ad affrontare il procedimento in Tribunale, che è l’unica sede nella quale intendo far valere le mie ragioni», afferma. Una presa di posizione che punta a separare il piano giudiziario, ancora da definire, da quello imprenditoriale, richiamando il principio della presunzione di innocenza e la necessità che ogni valutazione sulle responsabilità individuali avvenga sulla base degli elementi che emergeranno nel corso del procedimento.

Commenti (1)

  • Pasquale DI TORO

    UNA DITTA SERISSIMA E STORICA !! TRAMANDATA DAL PADRE!! VERGOGNOSO METTERE SULLA GOGNA CHI DA LAVORO A TANTISSIME PERSONE E CREA INDOTTO MILIONARI !! UN GRANDE AUGURIO CHE TUTTO SI RISOLVA PER IL MEGLIO !!

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