Esce dal carcere e "sequestra" la compagna. Chiesto il giudizio per un 49enne
· di Andrea

Un uomo di 49 anni, originario di San Benedetto del Tronto, rischia di finire a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ai danni dell’ex compagna. La Procura della Repubblica di Sulmona aveva inizialmente contestato all’uomo il reato di lesioni personali aggravate, ma l’accusa è stata successivamente modificata alla luce di ulteriori elementi emersi nel corso dell’udienza predibattimentale.
I fatti risalgono all’agosto del 2025, quando l’imputato, detenuto nel carcere di Pescara per reati contro il patrimonio, aveva ottenuto la detenzione domiciliare nell’abitazione della sua ex compagna, una 34enne residente nel Teramano.
La convivenza, tuttavia, sarebbe rapidamente degenerata. Il 13 agosto, al culmine di una lite, l’uomo avrebbe colpito la donna al volto, provocandole un trauma cranico. La vittima era stata accompagnata al pronto soccorso e dimessa con una prognosi di sette giorni.
Secondo quanto riferito successivamente dalla donna, quello non sarebbe stato un episodio isolato. Nel periodo di convivenza avrebbe subito ulteriori percosse, umiliazioni e denigrazioni. In un’occasione, inoltre, l’uomo l’avrebbe chiusa per alcune ore in una stanza dell’abitazione, impedendole di uscire.
La 34enne avrebbe più volte manifestato l’intenzione di interrompere la relazione e di presentare denuncia. Gli ulteriori episodi, riferiti in un secondo momento, sono stati acquisiti dalla Procura durante l’udienza predibattimentale celebrata davanti al giudice Maria Sole Aiudi. Gli elementi raccolti hanno portato all’aggravamento dell’imputazione e alla trasmissione degli atti al giudice per le udienze preliminari.
Sarà ora il Gup, il prossimo 26 gennaio, a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio. L’imputato, come previsto dalla legge, resta presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.
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