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Emergenza 118 nei Comuni montani. Solo sette infermieri rispondono al bando

· di Andrea
Emergenza 118 nei Comuni montani. Solo sette infermieri rispondono al bando
Sette infermieri per il 118, la Asl 1 accelera: «Via libera» dopo il bando per otto posti SULMONA – Sono sette gli infermieri che hanno risposto all’avviso interno della Asl 1 Abruzzo per il potenziamento del servizio di emergenza-urgenza 118 nell’area Peligno-Sangrina. Erano otto le unità ricercate dall’Azienda sanitaria: il numero di candidature arrivate non consente dunque di coprire integralmente il fabbisogno indicato nel bando, ma rappresenta comunque un primo passo per alleggerire una situazione che nelle ultime settimane aveva riportato in primo piano la cronica difficoltà di garantire la presenza di personale sulle ambulanze. L’avviso era stato pubblicato l’11 settembre, con scadenza il 26 settembre, ed era rivolto al personale sanitario per complessive otto unità infermieristiche da destinare alle esigenze del 118 dell’area Peligno-Sangrina. Ora la procedura è entrata nella fase operativa. La deliberazione della Asl 1 numero 2548 del 6 ottobre 2026 ha infatti preso atto dell’espletamento dell’avviso e dell’ammissione dei candidati. L’atto compare tra i provvedimenti ufficiali dell’Azienda sanitaria ed è intestato proprio alla procedura per le otto unità infermieristiche destinate al servizio di emergenza territoriale 118. L’obiettivo è consentire ai nuovi infermieri di essere rapidamente impiegati sulle ambulanze. Secondo la ricostruzione degli atti, la documentazione viene quindi trasmessa al medico competente, passaggio necessario per verificare l'idoneità dei lavoratori alle mansioni previste, così da arrivare all'immissione in servizio senza dilatare ulteriormente i tempi con un passaggio davanti a una commissione. La vicenda arriva dopo settimane particolarmente complicate per il sistema dell'emergenza nell'area interna. A settembre la sospensione del servizio garantito dalla Croce Verde di Pratola Peligna aveva interessato contemporaneamente Campo di Giove, Scanno e Navelli, aprendo un caso istituzionale sulla capacità di assicurare la continuità del 118 nei centri montani. Il 9 settembre si era tenuto un vertice tra il direttore generale della Asl 1 Paolo Costanzi, i sindaci interessati e i rappresentanti della Croce Verde. In quella sede era stata individuata una soluzione immediata: utilizzare temporaneamente gli infermieri disponibili in altre postazioni e, parallelamente, procedere a un reclutamento straordinario. La Asl aveva inoltre chiesto alla Regione un incremento del limite di spesa per poter rafforzare gli organici. Il problema, però, non è nato a settembre. Già nei mesi precedenti la carenza di infermieri nel sistema 118 aveva alimentato un duro confronto tra la direzione della Asl e il NurSind. Il sindacato aveva contestato la gestione del personale ricordando la presenza di una graduatoria aziendale con 820 infermieri idonei, chiedendo perché non fosse utilizzata per rispondere alle necessità del servizio. La direzione aziendale aveva replicato sottolineando che, storicamente, il servizio di emergenza-urgenza è affidato alle associazioni di volontariato convenzionate, che garantiscono mezzi, autisti-soccorritori e personale infermieristico. Secondo Costanzi, la criticità emersa riguardava proprio la difficoltà delle associazioni a reperire infermieri disponibili, anche a causa di condizioni economiche giudicate poco attrattive.
Adesso la Asl prova dunque a intervenire direttamente sul fronte degli organici. Le postazioni del territorio peligno-sangrino comprendono, tra le altre, Campo di Giove, Scanno, Pratola Peligna, Pescasseroli, Pescocostanzo e Castelvecchio Subequo, strutturate come postazioni con infermiere a bordo; l'elenco ufficiale regionale comprende anche Navelli tra le postazioni del 118 della Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila. La novità delle ultime ore è quindi concreta: sette infermieri hanno risposto a una ricerca per otto posti e la Asl ha avviato l'iter per portarli effettivamente sulle ambulanze. Un organico ancora inferiore a quello programmato, ma sufficiente a segnare un cambio di passo rispetto all'emergenza delle scorse settimane. Resta da capire quanto rapidamente il personale potrà diventare operativo e, soprattutto, se sette nuovi ingressi saranno sufficienti a garantire stabilmente i turni nelle postazioni più esposte, evitando che le difficoltà di Campo di Giove, Scanno e Navelli tornino a riproporsi con l'arrivo dei prossimi periodi di maggiore pressione sul sistema di emergenza.

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