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Eccidio di Pietransieri, la rivolta dei 45. Fissata l'udienza per i "morti di serie b"

· di Andrea
Eccidio di Pietransieri, la rivolta dei 45. Fissata l'udienza per i "morti di serie b"
ROCCARASO, 12 Settembre - Non si ferma la battaglia giudiziaria dei familiari delle vittime dell’eccidio di Pietransieri. A distanza di decenni dalla strage nazista, una nuova iniziativa punta a ottenere il riconoscimento e il risarcimento anche per quei caduti che, pur essendo stati uccisi nell’eccidio, non risultano negli elenchi ufficiali. Sono 45 i congiunti delle vittime che hanno deciso di rivolgersi al Tribunale civile di Sulmona, affidandosi all’avvocato Aldo Di Ianni, del foro di Sulmona. Il giudice civile Giulia Sani ha fissato l’udienza per il prossimo febbraio. Al centro del procedimento c’è la richiesta di garantire lo stesso trattamento agli eredi di tutte le vittime, evitando quella che i familiari considerano una grave disparità. Da qui nasce l’espressione “morti di serie B”, utilizzata per indicare le persone rimaste escluse dagli elenchi ufficiali e, di conseguenza, dal percorso risarcitorio riconosciuto ad altri familiari. Per gli eredi, la questione non riguarda soltanto l’aspetto economico, ma soprattutto il riconoscimento delle vittime e della storia delle loro famiglie. Nel nuovo procedimento, l’avvocato Di Ianni ha sollevato anche una questione di legittimità costituzionale, contestando la scadenza fissata dal governo per la presentazione delle domande di risarcimento. «Abbiamo sollevato la questione di legittimità costituzionale, dal momento che il governo ha fissato una data di scadenza entro cui presentare le domande per i risarcimenti», ha dichiarato il legale. La vicenda ha ricevuto nuovo impulso dall’appello lanciato nelle scorse settimane da Aurelio Di Vitto, cittadino di Roccaraso che nell’eccidio perse una zia. Alla sua iniziativa hanno aderito circa altre 90 persone, riportando al centro dell’attenzione la posizione delle famiglie rimaste escluse. Nel frattempo, i risarcimenti già riconosciuti ammontano complessivamente a 15 milioni di euro, destinati al Comune di Roccaraso e ad alcune famiglie delle vittime. Un risultato importante, ma che non ha chiuso la partita. A rendere possibile il nuovo fronte giudiziario è stata anche una decisione della Corte di Cassazione che, alla fine di novembre, ha stabilito che le richieste di risarcimento potevano essere esaminate individualmente e non necessariamente in forma collegiale. Da quel pronunciamento è seguito il percorso davanti alla Corte d’Appello, che ha riconosciuto i risarcimenti ai parenti di alcune vittime.
Ora la parola torna al Tribunale di Sulmona. L’udienza di febbraio rappresenterà un passaggio importante per i 45 familiari che chiedono di poter accedere al risarcimento e, più in generale, per tutti coloro che ritengono di essere stati esclusi.

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