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Diagnosi sbagliata, i genitori rifiutano il ricovero. Asl apre indagine sul bimbo di nove anni

· di Andrea
Diagnosi sbagliata, i genitori rifiutano il ricovero. Asl apre indagine sul bimbo di nove anni
# Dalla diagnosi di gastrite all’intervento d’urgenza: la Asl 1 indaga sul caso del bambino di nove anni **Sulmona.** La Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila ha avviato un’indagine interna sul caso di un bambino di nove anni, arrivato nei giorni scorsi al pronto soccorso dell’ospedale dell'Annunziata di Sulmona con forti dolori addominali e successivamente operato d’urgenza all’ospedale Santo Spirito di Pescara per un’appendicite. La vicenda è stata segnalata dalla famiglia, che ha presentato un esposto all’autorità giudiziaria per chiedere di ricostruire i passaggi della presa in carico e verificare l’eventuale presenza di errori o ritardi nella diagnosi. L’esposto, è bene precisarlo, non costituisce di per sé un accertamento di responsabilità. Secondo quanto riferito dai genitori, il bambino sarebbe stato inizialmente valutato dal pediatra di turno, che avrebbe ricondotto i sintomi a una gastrite, prospettando le dimissioni. I dolori, tuttavia, non si sarebbero risolti e il quadro clinico avrebbe poi portato alla diagnosi di appendicite. La Asl ha fornito una ricostruzione più articolata dell’accaduto. Secondo l’azienda sanitaria, al piccolo sarebbero stati eseguiti esami del sangue, un’ecografia e una valutazione chirurgica. Il chirurgo avrebbe indicato il ricovero in Pediatria, poiché il reparto di Chirurgia risultava al completo. A quel punto, sempre secondo la ricostruzione della Asl, i genitori avrebbero firmato assumendosi la responsabilità della decisione e scelto di trasferire autonomamente il figlio all’ospedale di Pescara, non accettando il ricovero nel reparto pediatrico di Sulmona. Al Santo Spirito, nuovi accertamenti avrebbero evidenziato l’appendicite, rendendo necessario un intervento chirurgico d’urgenza. L’indagine interna avviata dalla Asl dovrà ora ricostruire nel dettaglio tempi, visite, esami, referti e decisioni assunte durante la permanenza del bambino a Sulmona. Sarà inoltre necessario chiarire quale fosse il quadro clinico nei diversi momenti della presa in carico e quali informazioni fossero disponibili ai sanitari quando sono state adottate le varie decisioni. L’azienda sanitaria valuterà anche l’eventuale esistenza di profili di responsabilità disciplinare. Sul piano giudiziario, invece, saranno gli accertamenti dell’autorità competente a stabilire se emergano ulteriori responsabilità.
Restano quindi aperti due distinti percorsi: quello interno della Asl e quello avviato a seguito dell’esposto della famiglia. Saranno le verifiche a chiarire che cosa sia accaduto nelle ore decisive e se vi siano state criticità nella gestione del caso.

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