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Deiezioni canine da pulire con lo spruzzino. Associazione ricorre al Tar

· di Andrea
Deiezioni canine da pulire con lo spruzzino. Associazione ricorre al Tar
L’Associazione Tutela Diritti Animali ETS ha presentato ricorso al TAR Abruzzo, sede dell’Aquila, chiedendo l’annullamento parziale e la sospensione urgente dell’ordinanza sindacale numero 28 del 5 ottobre 2026, firmata dal sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino. Al centro della controversia c’è l’obbligo imposto ai proprietari e ai conduttori di cani di munirsi di bottigliette, spruzzatori o altri contenitori d’acqua per dilavare le urine degli animali sulle aree urbane pubbliche. Per i trasgressori sono previste sanzioni da 25 a 500 euro. L’associazione, presieduta da Gabriele Bettoschi e difesa dall’avvocato Massimo Rizzato, del Foro di Vicenza, contesta il provvedimento ritenendolo irragionevole e sproporzionato rispetto agli obiettivi di igiene pubblica dichiarati dall’amministrazione comunale. Secondo Bettoschi, l’obbligo di raccogliere le deiezioni solide rappresenta un dovere civico indiscutibile, mentre imporre ai proprietari di portare quantità d’acqua sufficienti a dilavare ogni singola minzione comporterebbe difficoltà pratiche, soprattutto per le persone anziane, per chi possiede cani di grossa taglia o per chi porta a passeggio più animali contemporaneamente. L’associazione evidenzia inoltre la carenza di fontanelle pubbliche nel territorio comunale, una circostanza che renderebbe complicato rifornirsi d’acqua durante le passeggiate. Nel ricorso viene sollevata anche la questione dell’efficacia della misura: secondo le argomentazioni presentate, l’acqua da sola non sarebbe sufficiente a garantire una reale disinfezione e potrebbe contribuire a disperdere l’urina su una superficie più ampia. A sostegno delle proprie ragioni, l’associazione richiama anche dichiarazioni attribuite all’infettivologo Matteo Bassetti. Un altro punto contestato riguarda le possibili conseguenze sociali dell’ordinanza. Secondo l’Associazione Tutela Diritti Animali ETS, il timore di incorrere in sanzioni potrebbe indurre alcuni proprietari a limitare le uscite dei propri cani, compromettendo il benessere degli animali e il rapporto di convivenza con le persone. L’associazione richiama, in questo contesto, i principi della legge 281 del 1991, che tutela gli animali d’affezione e promuove una corretta convivenza tra esseri umani e animali. La vicenda si inserisce in una più ampia contestazione dell’operato dell’amministrazione comunale in materia di tutela animale.
L’associazione solleva infatti dubbi anche sulla convenzione stipulata dal Comune per il ricovero dei cani randagi con la Comar Farm Casaline Srl di Collelongo. Secondo quanto dichiarato dall’organizzazione, l’amministrazione sarebbe stata informata già nel maggio 2025 di presunte criticità relative alla conformità della convenzione all’articolo 5 della legge regionale abruzzese 47/2013 e ai titoli necessari per la gestione della struttura. Su questa seconda vicenda, l’associazione annuncia la trasmissione della documentazione all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) e alla Corte dei conti, affinché siano svolte le opportune verifiche sulla legittimità degli atti e sull’eventuale sussistenza di un danno erariale. Ora la questione relativa all’obbligo di dilavare le urine dei cani è sottoposta all’attenzione della giustizia amministrativa. L’associazione auspica una rapida decisione sulla richiesta cautelare e ribadisce la necessità di conciliare il decoro urbano e l’igiene pubblica con la tutela degli animali e il diritto dei cittadini a vivere gli spazi pubblici insieme ai propri amici a quattro zampe.

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