Dalla droga alla rinascita: una madre di 30 anni ritrova i suoi figli dopo il percorso in comunità
· di Andrea

SULMONA– Dalle minacce dell'ex compagno alla dipendenza dalla droga, fino alla scelta di chiedere aiuto e ricostruire la propria vita. È una storia di dolore, cadute e riscatto quella che vede protagonista una donna di 30 anni, che dopo un lungo percorso in comunità è riuscita a riabbracciare i suoi due figli minori e a riottenere la responsabilità genitoriale.
Una vicenda familiare complessa, segnata da una separazione difficile e da un progressivo deterioramento delle condizioni personali e familiari. La coppia si era lasciata nel 2023. Ma la fine della relazione, secondo quanto ricostruito, era stata accompagnata da pesanti ricatti da parte dell'uomo, che avrebbe minacciato la donna di pubblicare sui social network alcune sue fotografie intime qualora non fosse tornata a casa.
Una pressione psicologica che avrebbe contribuito ad alimentare una situazione di profondo disagio. Nel tentativo di compensare il dolore e trovare una via di fuga da quella sofferenza, la donna era sprofondata nel tunnel della droga. Per mesi aveva fatto uso di sostanze stupefacenti, frequentando ambienti e persone che avevano ulteriormente aggravato la sua condizione, fino a compromettere gli equilibri familiari.
Nel giro di circa un anno, la situazione era diventata insostenibile. I due bambini erano stati quindi allontanati dal contesto familiare e affidati a una struttura, in attesa che venisse individuata una soluzione in grado di tutelare il loro benessere.
Per la madre è arrivato, però, il momento della svolta. Consapevole della necessità di cambiare vita, ha deciso di chiedere aiuto, intraprendendo un percorso di recupero all'interno di una comunità. Un cammino lungo e impegnativo, fatto di difficoltà, rinunce e progressi, che le ha permesso di allontanarsi dalle dipendenze e di recuperare gradualmente la propria stabilità personale.
Un percorso conclusosi con esito positivo, che ha trovato riconoscimento anche sul piano giudiziario.
Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha infatti dichiarato entrambi i bambini non adottabili, revocando la responsabilità genitoriale al padre e restituendola alla madre. Una decisione che ha consentito alla donna di riabbracciare i suoi due figli e di guardare a una nuova fase della propria vita.
Una storia che, pur senza cancellare le ferite del passato, racconta come la richiesta di aiuto e un percorso di recupero possano rappresentare un'occasione concreta di cambiamento. Al centro resta soprattutto il futuro dei due minori, per i quali si apre la possibilità di ritrovare un rapporto con la madre in un contesto di maggiore stabilità e tutela.
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