Corsa degli Zingari per trentamila. Vince Daniele Silvestri
· di Andrea

Le vie del centro storico gremite, il pubblico assiepato lungo il percorso e un paese intero mobilitato per una delle sue tradizioni più antiche. È ancora una volta una Corsa degli Zingari da record quella andata in scena a Pacentro, capace di portare nel borgo della Valle Peligna oltre 30mila presenze. La corsa a piedi nudi lungo un sentiero impervio ha rappresentato, ancora una volta, il momento più atteso e suggestivo di una manifestazione che unisce fede, tradizione e identità. Un rito antico che continua a richiamare migliaia di persone e che, allo stesso tempo, riesce a parlare alle nuove generazioni. A vincere l'edizione numero 630 è stato Daniele Silvestri. Seguono sul podio Andrea Paletta e Massimo Saccoccia alla sua Non mancano le curiosità: l'ex consigliere comunale Enzo Battaglini è tornato a correre dopo esattamente un vetennio. Era il 2006 quando aveva vinto la ultima edizione della Corsa degli Zingari. Immancabile la partecipazione del veterano Massimo Saccoccia che rinnova l'antico rito per la ventottesima volta e si piazza sul podio.
A rendere ancora più partecipato il fine settimana è stato il ricco programma di eventi organizzato nel centro del paese ma anche la pioggia di star che hanno reso ancora più celebre la manifestazione. Sono intervenuti l’ex capitano dell’Inter e icona del calcio mondiale Javier Zanetti, la conduttrice Veronica Maya, l’attore e comico Gabriele Cirilli, il volto Rai Federico Quaranta, il giornalista del Tg5 Gioacchino Bonsignore, il compositore Enrico Melozzi, il conduttore Massimiliano Ossini, il cantante Vincenzo Capua e gli attori Nicolas Zappa, Paolo Filippini e Angelo Macchiavello. Piazze e strade del centro storico sono rimaste animate per tutta la manifestazione, con il mercatino artigianale e le aree dedicate allo street food che hanno contribuito a creare un clima di festa e condivisione. Ma il successo della Corsa degli Zingari ha superato ancora una volta i confini di Pacentro. La diretta dell’evento è stata seguita anche dall’estero, in particolare negli Stati Uniti e in Australia, dove è forte la presenza delle comunità pacentrane. Sono stati numerosi, inoltre, gli emigrati e i loro discendenti che hanno scelto di tornare nel paese d’origine per assistere dal vivo alla manifestazione e riscoprire le emozioni legate ai racconti tramandati da nonni e genitori. È proprio questa capacità di tenere insieme passato e futuro a rappresentare uno degli elementi distintivi della Corsa. Una tradizione millenaria che non appare cristallizzata nel tempo, ma continua a rinnovarsi, coinvolgendo un pubblico sempre più ampio e attirando visitatori da diverse parti del mondo. «La Corsa degli Zingari è molto più di una semplice gara: è l’anima della nostra comunità, il filo che tiene uniti tutti i pacentrani, ovunque si trovino», ha dichiarato il presidente dell’Associazione Corsa degli Zingari, Giuseppe De Chellis.
Il presidente ha quindi sottolineato il dato delle presenze: «Siamo entusiasti di annunciare che abbiamo superato le 30mila presenze, con un record di partecipazione anche per la Corsa degli Zingarelli, che rappresenta il futuro della nostra tradizione». Un risultato che, secondo De Chellis, testimonia anche il crescente riconoscimento istituzionale dell’evento: «Questa manifestazione non solo celebra le nostre profonde radici e la nostra fede, ma rappresenta anche un potente richiamo all’appartenenza che si tramanda di generazione in generazione». Il presidente ha quindi espresso soddisfazione per l’attenzione crescente da parte delle istituzioni, in particolare Regione Abruzzo e Comune, che riconoscono nella Corsa un patrimonio culturale di grande valore.
Dietro il successo della manifestazione c’è anche il lavoro di una macchina organizzativa che ha coinvolto il direttivo dell’associazione, volontari, sostenitori e sponsor. Un impegno che ha permesso di trasformare Pacentro in un grande luogo di accoglienza e festa.
La Corsa degli Zingari si conferma così molto più di un appuntamento folkloristico. È un rito identitario, un momento di fede e appartenenza capace di riunire una comunità dispersa nel mondo e, nello stesso tempo, di portare migliaia di visitatori nel cuore della Valle Peligna. Un patrimonio che continua a correre, a piedi nudi, nel presente.
Commenti
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!













