Cogesa, i conti non tornano. Buco da un milione e mezzo
· di Andrea

Sei mesi per provare a rimettere in piedi i conti e scongiurare il rischio di liquidazione. È questa la partita che si apre per Cogesa, la società partecipata che gestisce il servizio dei rifiuti in Valle Peligna, alle prese con una situazione economica e patrimoniale sempre più pesante. I numeri fotografano una crisi che non può più essere rinviata: per il 2025 emerge un buco di circa 1,5 milioni di euro, mentre il patrimonio netto negativo supera i 3 milioni. Un quadro che mette la società davanti a una scelta obbligata: trovare rapidamente una soluzione oppure affrontare conseguenze ben più drastiche. A indicare una possibile via d’uscita è l’amministratore unico Nicola Sposetti, che ha proposto il ricorso alla composizione negoziata della crisi. L’obiettivo è guadagnare sei mesi di tempo per mettere in sicurezza i conti, individuare le risorse necessarie e cercare di evitare la liquidazione. A complicare ulteriormente la situazione ci sono anche i costi legati alle 54 vertenze sindacali che hanno interessato la società. A questi si aggiungono le perdite riconducibili alla Decontribuzione Sud, che avrebbero contribuito ad aggravare il quadro finanziario. Una serie di fattori che, sommati alle difficoltà già presenti nei bilanci, ha portato Cogesa a un punto particolarmente delicato. La strada più immediata sarebbe quella della ricapitalizzazione da parte dei soci, ma questa ipotesi sarebbe già stata esclusa. Rimane allora sul tavolo la possibilità di cercare un socio privato disposto a investire nella società. Una soluzione che, però, aprirebbe un'altra questione: l’ingresso di un privato potrebbe infatti mettere in discussione l’attuale modello in house, sul quale si fonda il rapporto tra Cogesa e i Comuni soci. E poi c’è lo scenario peggiore: la liquidazione. La parola passa ora ai soci. L’assemblea è prevista nella seconda metà di ottobre e sarà quello il momento in cui il quadro dovrà essere affrontato senza più rinvii. Sul tavolo ci saranno i conti, la proposta della governance e soprattutto il futuro della società. Per i Comuni soci, e quindi per il territorio, non si tratta soltanto di una questione contabile: in gioco c’è la continuità di un servizio essenziale come quello della gestione dei rifiuti. I prossimi sei mesi, se la composizione negoziata verrà avviata, potrebbero dunque rappresentare una finestra decisiva per costruire un piano di risanamento. Ma il tempo, per Cogesa, sembra essere diventato la risorsa più preziosa e allo stesso tempo più difficile da trovare.
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