Cellulari sotto chiave, "indaga" l'ufficio scolastico regionale. Altre tre classi sfidano i divieti
· di Andrea

# Telefoni in classe, tre classi dell’ITI di Pratola Peligna contestano la consegna
**PRATOLA PELIGNA** – La nuova regolamentazione sull’uso dei telefoni cellulari all’ITI di Pratola Peligna ha suscitato la protesta di tre classi, i cui studenti si sarebbero rifiutati di depositare i dispositivi secondo le modalità previste dalla circolare dirigenziale del 26 ottobre.
A ricostruire l’episodio è un docente dell’istituto, che in un’annotazione interna ha riferito della mancata collaborazione da parte degli alunni e della possibilità di trasmettere una comunicazione formale alla presidenza. La documentazione, secondo quanto riportato nella stessa annotazione, sarebbe stata portata anche all’attenzione dell’Ufficio scolastico regionale.
Nel corso della vicenda sarebbe intervenuta direttamente in classe la dirigente scolastica Paola Ruscitti, con l’obiettivo di illustrare le ragioni del provvedimento e richiamare la circolare ministeriale che disciplina l’utilizzo degli smartphone negli istituti scolastici. Durante il confronto sarebbe stata sottolineata anche la necessità di evitare conseguenze disciplinari, soprattutto per gli studenti delle classi quinte, considerato il possibile peso di eventuali note in vista dell’esame di maturità.
Gli studenti, tuttavia, avrebbero mantenuto le proprie perplessità, senza procedere alla consegna dei telefoni. Il confronto si sarebbe concluso con la prospettiva di un ulteriore dialogo interno per individuare una soluzione condivisa.
Alla base della protesta non ci sarebbe soltanto la volontà di continuare a tenere con sé il proprio smartphone. Gli studenti avrebbero espresso dubbi anche sulla sicurezza delle cassette predisposte per custodire i dispositivi, temendo che i telefoni possano non essere adeguatamente protetti. Un aspetto particolarmente delicato, perché riguarda il rapporto tra l’obbligo di rispettare le disposizioni scolastiche e la tutela dei beni personali degli alunni.
Il docente avrebbe inoltre manifestato l’intenzione di informare le famiglie, così da garantire trasparenza e favorire un confronto ritenuto utile e costruttivo.
La circolare stabilisce che il docente della prima ora ritiri la chiave dal collaboratore scolastico e, dopo l’appello, inviti gli studenti a depositare i telefoni spenti nell’armadietto presente in aula. Una volta completata l’operazione, l’armadietto deve essere chiuso. La chiave passa quindi al docente della seconda ora, per consentire il deposito agli eventuali ritardatari, e viene infine riconsegnata al collaboratore scolastico del piano.
La restituzione dei dispositivi è prevista al termine delle lezioni, sotto la supervisione del docente dell’ultima ora. Ogni studente deve recuperare personalmente il proprio telefono prima di lasciare l’edificio. In caso di uscita anticipata, l’insegnante deve richiedere la chiave e consentire all’alunno interessato di ritirare il dispositivo.
La disposizione prevede infine che le aule vengano chiuse quando le classi si trasferiscono in palestra, nell’aula magna o nei laboratori. Resta ora da capire se il confronto tra scuola, studenti e famiglie consentirà di superare le perplessità legate soprattutto alle modalità di custodia dei telefoni.
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