Carta d'identità senza chip pronta alle truffe. Fermato 58enne
· di Andrea

Carta d’identità senza chip al posto di blocco. Fermato 58enne
Un documento d’identità apparentemente regolare, ma in realtà alterato attraverso la rimozione del microchip. È quanto hanno scoperto gli agenti della Polizia di Stato durante un controllo sul territorio, intensificato in occasione delle festività di Ognissanti. Protagonista della vicenda è un uomo di 58 anni, già noto alle forze dell’ordine, denunciato per falsità materiale commessa dal privato.
L’uomo è stato fermato nei giorni scorsi dagli agenti della squadra volante del commissariato mentre si aggirava per le vie della città in evidente stato di difficoltà, barcollando. Durante le procedure di identificazione, i poliziotti hanno effettuato alcuni accertamenti sul documento esibito, riscontrando un’anomalia: la carta d’identità risultava manomessa, con il microchip rimosso.
Un’alterazione che potrebbe essere stata finalizzata a rendere più difficili i controlli sull’identità del titolare e, potenzialmente, a favorire la commissione di truffe o altri illeciti. Gli ulteriori riscontri effettuati attraverso le banche dati hanno infatti permesso di accertare che lo stesso documento era stato utilizzato anche nell’ambito di alcune trattative online.
Per il cinquantottenne è quindi scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per falsità materiale commessa dal privato.
Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato. Nei giorni precedenti un caso analogo era stato riscontrato negli uffici comunali, dove un trentenne si era presentato per chiedere il rinnovo della carta d’identità.
Durante le verifiche, i dipendenti comunali avevano notato che anche quel documento presentava segni di alterazione e risultava privo del microchip. Il giovane avrebbe dichiarato di non essere a conoscenza della manomissione. La circostanza, tuttavia, non ha impedito la segnalazione all’autorità giudiziaria.
La contestazione ipotizzata per il cinquantottenne è quella prevista dall’articolo 482 del Codice penale, che disciplina la falsità materiale commessa dal privato. La norma punisce chi altera materialmente un documento pubblico o un certificato amministrativo, applicando le pene previste per il corrispondente reato commesso dal pubblico ufficiale, con una riduzione di un terzo.
Nel caso in questione, se la condotta viene ricondotta al combinato disposto degli articoli 477 e 482 del Codice penale, la pena prevista è la reclusione da quattro mesi a due anni.
Le conseguenze potrebbero essere più pesanti qualora gli accertamenti dimostrassero che il documento alterato è stato effettivamente utilizzato per mettere a segno truffe, raggiri o altre operazioni illecite. In presenza dei relativi presupposti, potrebbero infatti essere contestati ulteriori reati, con conseguenze penali autonome.
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