Carcere di Sulmona, sequestrati un microtelefono e uno smartphone a detenuto di alta sicurezza**
· di Andrea

Un microtelefono e uno smartphone sono stati sequestrati dagli agenti della Polizia penitenziaria all’interno del carcere di Sulmona. I dispositivi erano nella disponibilità di un detenuto sottoposto al regime di alta sicurezza, sorpreso in flagranza mentre effettuava una telefonata, utilizzando strumenti vietati.
A rendere noto l’intervento è stato Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp, che ha elogiato il lavoro svolto da sei agenti, guidati dall’ispettore di sorveglianza generale e coordinati dal commissario Francesco Arena.
«L’operazione non è stata frutto di improvvisazione, ma il risultato di accurate attività di polizia portate avanti per giorni», ha spiegato Nardella. Gli accertamenti avrebbero permesso di scoprire che il detenuto non custodiva direttamente il telefono, ma se lo faceva consegnare all’occorrenza da altri reclusi, probabilmente nel tentativo di eludere i controlli.
Gli agenti, secondo il segretario nazionale, avevano già maturato il sospetto e sono intervenuti nel momento in cui hanno avuto la certezza che il detenuto fosse effettivamente in possesso del dispositivo.
Soddisfazione è stata espressa anche dal commissario Arena, che ha definito motivo di orgoglio il lavoro svolto dal personale. Nardella ha inoltre sottolineato come gli agenti operino in una situazione di grave carenza di organico, nonostante la quale riescono comunque a portare a termine operazioni di particolare rilievo.
Per questo motivo, il segretario ha annunciato la richiesta di una ricompensa per gli agenti protagonisti del sequestro, ai quali ha rivolto i propri complimenti. «Non sempre serve essere in tanti per realizzare grandi imprese – ha concluso Nardella – ma è fondamentale essere guidati con competenza e passione».
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