Camorra, scacco al clan Moccia. Tre arresti in Alto Sangro
· di Andrea

Si riaprono le porte del carcere per Antonio Moccia e il nipote Gennaro Moccia, esponenti della famiglia legata allo storico clan camorristico di Afragola. Questa sera due sono stati rinchiusi nel carcere di Sulmona in esecuzione dei nuovi provvedimenti restrittivi disposti nell'ambito della vicenda giudiziaria che coinvolge il clan Moccia. Antonio e Gennaro Moccia si trovavano a Roccaraso dal settembre 2025, dopo essere tornati in libertà. La nuova misura arriva a pochi giorni dalla sentenza di primo grado che ha inflitto pesanti condanne a diversi esponenti della famiglia, segnando un nuovo passaggio in una delle più rilevanti vicende giudiziarie legate alla camorra campana. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle nuove misure cautelari disposte dopo la conclusione del processo sulle ramificazioni del clan. Il 28 ottobre 2026, infatti, è stato disposto il ripristino della custodia cautelare per diversi imputati che erano stati scarcerati nell'estate del 2025 per decorrenza dei termini. Le condanne e il ritorno in carcere
Il 23 ottobre scorso il Tribunale di Napoli ha pronunciato la sentenza di primo grado nel processo sulle attività del clan Moccia. Ad Antonio Moccia sono stati inflitti 30 anni di reclusione, mentre Gennaro Moccia è stato condannato a 16 anni. La vicenda torna così al centro della cronaca giudiziaria, dopo le polemiche suscitate dalle scarcerazioni del 2025. All'epoca, diversi imputati erano tornati liberi per la scadenza dei termini massimi di custodia cautelare, mentre il processo di primo grado era ancora in corso. Nell'ambito degli stessi provvedimenti, Giovanni Esposito è stato invece tradotto agli arresti domiciliari ad Alfedena. Esposito, imprenditore vicino agli ambienti del clan di Afragola, rappresenta un ulteriore elemento della vicenda che si sviluppa tra Campania e Abruzzo.
Il nome del clan Moccia è da anni al centro delle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ne ha ricostruito le ramificazioni criminali ed economiche. Le inchieste hanno riguardato, tra gli altri aspetti, presunti rapporti con il mondo imprenditoriale, attività estorsive e il controllo di interessi economici sul territorio.
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