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Caccia alle "caramelle stupefacenti" per la movida. Sequestrati i telefoni della coppia

· di Andrea
Caccia alle "caramelle stupefacenti" per la movida. Sequestrati i telefoni della coppia
«Caramelle non ne voglio più», diceva una celebre canzone. E invece, almeno secondo quanto emerso dall’inchiesta, la richiesta sarebbe tutt’altro che trascurabile, soprattutto negli ambienti della movida e tra i consumatori più giovani. Si allarga l’indagine sulla coppia sulmonese arrestata dopo il ritrovamento in casa di un ingente quantitativo di stupefacenti, tra cocaina, cosiddetta cocaina rosa, ketamina e caramelle gommose contenenti MDMA. La Procura della Repubblica di Sulmona ha disposto il sequestro dei dispositivi elettronici nella disponibilità dei due arrestati. L’obiettivo degli investigatori è ora quello di analizzare conversazioni, tabulati telefonici e chat per ricostruire i contatti della coppia, individuare eventuali interlocutori e, soprattutto, capire quale potesse essere la destinazione delle sostanze sequestrate. Un passaggio investigativo ritenuto particolarmente importante per comprendere se il quantitativo trovato nell’abitazione fosse destinato esclusivamente a una cerchia ristretta di acquirenti oppure se alle spalle vi fosse un’attività di distribuzione più articolata sul territorio. Nel corso della perquisizione, nella disponibilità del trentenne, sarebbero stati trovati circa 150 grammi di cocaina, 17 grammi della cosiddetta “cocaina rosa”, circa 380 grammi di ketamina e un etto e mezzo di caramelle gommose contenenti MDMA. Un assortimento di sostanze che, per varietà e quantitativi, viene considerato dagli investigatori particolarmente significativo nel quadro del contrasto allo spaccio nel Centro Abruzzo. L’indagine sarebbe partita dalla presunta cessione di cocaina a una giovane. Da quell’episodio i Carabinieri avrebbero sviluppato ulteriori accertamenti, arrivando alla perquisizione che ha portato al sequestro e all’arresto del trentenne e della trentaquattrenne, entrambi successivamente trasferiti in carcere. Ora l’attenzione si concentra soprattutto sui dispositivi elettronici. Dall’analisi di messaggi e conversazioni gli inquirenti puntano a ricostruire la rete dei rapporti della coppia e a verificare se esistano altri soggetti coinvolti nella presunta attività di spaccio. Particolare interesse riguarda anche l’eventuale presenza di richieste relative alle sostanze sintetiche, per comprendere quanto sia effettivamente ampia la platea dei potenziali destinatari. La presenza della ketamina e delle caramelle all’MDMA introduce infatti un elemento ulteriore nell’inchiesta. Si tratta di sostanze che possono comparire nei contesti ricreativi e della movida e che, proprio per questo, spingono gli investigatori a verificare se l’offerta fosse rivolta anche a un pubblico più giovane. Restano da chiarire anche la provenienza dello stupefacente, i canali di approvvigionamento e le modalità attraverso le quali le sostanze sarebbero state eventualmente immesse sul mercato locale. Saranno gli accertamenti disposti dalla Procura, insieme all’analisi dei dispositivi sequestrati, a fornire elementi utili per ricostruire la vicenda. Il blitz si inserisce nel quadro dei controlli antidroga intensificati nel Centro Abruzzo. Già lo scorso anno, la squadra anticrimine del commissariato di Sulmona aveva sequestrato 45 grammi di ketamina nel tunnel di Santa Chiara, segnalando la comparsa sul territorio di sostanze meno tradizionali rispetto a cocaina e hashish.
L’inchiesta sulla coppia potrebbe ora contribuire a delineare ulteriormente l’evoluzione della piazza dello spaccio sulmonese, mentre gli investigatori cercano di capire se dietro il quantitativo sequestrato ci sia soltanto una vicenda circoscritta o una rete più ampia di approvvigionamento e distribuzione.

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