Bimbo ferito alla testa ma la guardia medica non ha il disinfettante, arrivano i carabinieri. Scatta indagine interna
· di Andrea

SULMONA, 08 Settembre - Momenti di tensione, nella tarda serata di domenica, alla guardia medica dell’ospedale di Sulmona, dove una famiglia si era recata per far medicare un bambino di tre anni, rimasto ferito alla testa dopo una caduta accidentale sull’asfalto, in via XXV Aprile.
Secondo il racconto della madre, il piccolo presentava abrasioni e ferite. Una volta arrivati nella struttura sanitaria, i familiari avrebbero dovuto suonare più volte il citofono prima di ricevere risposta e poter entrare.
La donna riferisce che il medico avrebbe preso alcune garze e si sarebbe preparato a utilizzare dell’acqua contenuta in una bottiglietta di plastica, dalla quale, sempre secondo la madre, il sanitario avrebbe bevuto poco prima. La modalità di medicazione è stata immediatamente contestata dalla famiglia, che l’ha ritenuta non adeguata sotto il profilo igienico.
Dalle prime ricostruzioni, nella postazione non sarebbero stati disponibili prodotti antisettici o disinfettanti. Da qui sarebbe nata una discussione tra i familiari e il medico. Durante il confronto, il sanitario avrebbe risposto: «Mica ho l’ebola». La situazione sarebbe poi degenerata, con l’invito rivolto alla famiglia a lasciare la struttura e la prospettiva di chiamare le forze dell’ordine.
A contattare i Carabinieri sarebbero stati gli stessi familiari. I militari sono intervenuti sul posto per riportare la calma. Nel corso dell’intervento, il medico avrebbe mostrato una soluzione presente nella struttura, spiegando di non averla utilizzata perché contenente alcol e, quindi, potenzialmente dolorosa o fastidiosa per il bambino.
La famiglia sostiene tuttavia che non sarebbe stata verificata in modo approfondito la disponibilità di altri prodotti, come la soluzione fisiologica. Il piccolo, secondo quanto riferito, era vigile, attivo e non aveva perso conoscenza.
I familiari hanno presentato un esposto alla Asl 1, chiedendo di accertare le modalità dell’assistenza prestata, le procedure seguite e la disponibilità di prodotti idonei alla medicazione nella struttura.
Il direttore generale Paolo Costanzi ha annunciato l’apertura di un’indagine interna. Al termine degli accertamenti potrebbero essere adottati anche eventuali provvedimenti sanzionatori.
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