Bimbo di tre anni cade dalla scalinata senza protezioni. Condannato il condominio
· di Andrea

SULMONA, 07 Settembre - Era caduto da due metri e mezzo di altezza, riportando una prognosi di 55 giorni e un indebolimento permanente. Dopo sette anni arriva il risarcimento per la famiglia del bimbo di tre anni. L'incidente era avvenuto il 15 dicembre 2019 nella centralissima piazza Garibaldi di Sulmona. Una scalinata condominiale risalente al Quattrocento, accessibile a chiunque e lasciata in condizioni di evidente degrado, è stata al centro della vicenda giudiziaria che ha portato alla condanna del Condominio.. Dalla ricostruzione contenuta negli atti emerge che la gradinata non era collegata direttamente agli spazi del Condominio, mancando una porta di accesso e collegamento. La scalinata, risalente al 1400, costituiva in passato l’accesso alle case a schiera insistenti su Piazza Garibaldi. Negli ultimi vent’anni, secondo quanto riportato, la gradinata non sarebbe mai stata utilizzata dal Condominio, che non avrebbe provveduto né alla sua conservazione né alla manutenzione, tanto che nessuna spesa relativa al manufatto sarebbe mai stata inserita nei bilanci condominiali. I condomini partecipavano esclusivamente alle spese riguardanti le due scalinate interne, quella di Vico del Vecchio e quella di Largo Angelone. Nonostante ciò, il consulente tecnico d’ufficio ha accertato che, all’epoca dei fatti, la scalinata di proprietà del Condominio era accessibile a chiunque e versava in uno stato di assoluto abbandono: era sporca, priva di corrimano e senza protezioni sul fronte laterale, condizioni confermate anche dalla documentazione fotografica. L’incidente aveva provocato al bimbo di soli tre anni un trauma cranico e un trauma contusivo all’avambraccio con frattura del radio. Per quanto riguarda la quantificazione dei danni, la consulenza del perito Dino Santilli ha riconosciuto 'un danno biologico permanente pari al 4% e una malattia complessiva di 55 giorni, dei quali 25 di inabilità temporanea assoluta per immobilizzazione con apparecchio in fibra e successivi 30 giorni di inabilità temporanea parziale al 50%, durante i quali il danneggiato ha indossato un tutore al polso per la necessaria stabilizzazione dei postumi". Il giudice di pace Gianni Cipriani ha condannato così il condominio a risarcire per 6 mila euro i genitori del minore che avevano inventato la casa.
"Proprio l’assenza di una dimostrazione idonea a interrompere il nesso causale ha assunto rilievo decisivo ai fini della responsabilità"- rileva il giudice nella sentenza.
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