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Bimba morta in ospedale a sette mesi, Procura apre inchiesta. Scatta sequestro delle cartelle

· di Andrea
Bimba morta in ospedale a sette mesi, Procura apre inchiesta. Scatta sequestro delle cartelle
### Bimba morta a sette mesi in ospedale: Procura apre inchiesta. Scatta il sequestro delle cartelle ### Sette mesi trascorsi quasi interamente in ospedale, tra terapia intensiva neonatale, gravi difficoltà respiratorie, complicazioni e un intervento chirurgico. Poi un’infezione e il drammatico epilogo. È la vicenda di una bambina originaria di Sulmona, nata prematuramente nel gennaio 2026 e morta a luglio in un ospedale di Roma. Dopo la segnalazione presentata dai familiari, la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti. L’obiettivo è ricostruire tutte le fasi della lunga degenza e verificare se vi siano state eventuali responsabilità nella gestione clinica della piccola. Nei giorni scorsi la polizia giudiziaria si è recata nella struttura ospedaliera per acquisire la cartella clinica e l’intera documentazione sanitaria. Gli atti saranno ora esaminati dagli inquirenti, che potrebbero disporre ulteriori accertamenti e una consulenza medico-legale. La storia della bambina era iniziata durante una gravidanza particolarmente delicata, caratterizzata da una grave sofferenza fetale. Per questo i medici avevano deciso di procedere con un parto prematuro. Subito dopo la nascita erano emerse importanti difficoltà respiratorie, legate all’immaturità polmonare. Nel corso dei mesi la neonata aveva affrontato diverse complicazioni e anche un intervento chirurgico. Durante la permanenza in ospedale avrebbe inoltre contratto un’infezione batterica. Sarà necessario chiarire la natura dell’infezione, le circostanze in cui sarebbe stata contratta e se fosse possibile prevenirla o trattarla in modo diverso. La bambina è morta nel luglio scorso, dopo un improvviso peggioramento delle condizioni e una grave insufficienza respiratoria. I genitori, ancora profondamente provati, chiedono di conoscere la verità su quanto accaduto durante la lunga degenza. «Sono ancora scossa e colpita e a fatica si riesce ad andare avanti, ma è necessario capire cosa è accaduto e farsi forza», ha dichiarato la madre.
La donna si era trasferita nella Capitale alcuni anni fa insieme al marito, un giovane di 27 anni, dopo aver trovato lavoro. A Roma la coppia aveva costruito la propria famiglia. Ora, a distanza di mesi dalla morte della figlia, i genitori vogliono chiarire ogni aspetto della vicenda e comprendere se la tragedia potesse essere evitata o se l’infezione avrebbe potuto essere affrontata diversamente.

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