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"Aveva un piano per uccidermi". Resta in carcere 55enne di Sulmona

· di Andrea
"Aveva un piano per uccidermi". Resta in carcere 55enne di Sulmona
SULMONA, 13 Settembre - Un’aggressione in auto, il timore di essere condotta in una zona isolata e una frase riferita ai carabinieri subito dopo il soccorso: «Voleva portarmi ai piedi del Morrone per uccidermi». È il quadro che emerge dall’inchiesta della Procura sul 55enne di Sulmona, detenuto nel carcere di Pescara con accuse che comprendono maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione. Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo avrebbe aggredito la compagna, una donna di 37 anni, mentre si trovavano in automobile. Il presunto piano sarebbe stato quello di accompagnarla ai piedi del Morrone, in una zona lontana dal centro abitato. La sequenza, tuttavia, sarebbe stata interrotta dall’intervento di alcuni carabinieri liberi dal servizio. I militari avrebbero notato l’atteggiamento dell’uomo alla guida e deciso di fermare la vettura. La donna sarebbe stata trovata con diverse lesioni al volto, compatibili con un’aggressione appena subita. Soccorsa e accompagnata in ospedale, avrebbe poi riferito di aver temuto per la propria vita. L’episodio risale al maggio 2026. Secondo l’accusa, la 37enne sarebbe stata fatta salire sull’auto del compagno e aggredita durante il tragitto. La destinazione, nella ricostruzione della Procura, non sarebbe stata un semplice luogo di passaggio: la donna avrebbe avuto la convinzione che l’uomo intendesse ucciderla. Dopo l’intervento dei carabinieri, la vittima si sarebbe allontanata anche per il timore di possibili ritorsioni. La vicenda sarebbe però proseguita nei mesi successivi. ## La nuova aggressione e la richiesta di denaro La coppia si sarebbe trasferita in un piccolo centro della provincia di Pescara. Nel luglio 2026, il 55enne avrebbe nuovamente aggredito la compagna nella camera da letto. In quella circostanza, secondo quanto contestato dagli investigatori, avrebbe anche preteso la restituzione di una somma di denaro. L’episodio ha portato all’ulteriore contestazione di tentata estorsione, accanto all’accusa di maltrattamenti in famiglia. La Procura ricostruisce quindi una sequenza di violenze sviluppatasi nell’arco di circa tre mesi: prima l’aggressione in automobile a Sulmona, con il presunto progetto di raggiungere una zona isolata ai piedi del Morrone; poi il trasferimento in provincia di Pescara e una nuova aggressione accompagnata dalla richiesta di denaro. ## Il precedente giudiziario e la permanenza in carcere Sul 55enne grava anche un precedente giudiziario: l’uomo era già stato condannato a quattro anni di reclusione. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dalla difesa, confermando la misura cautelare. L’indagato resta quindi detenuto nel carcere di Pescara. La Procura ha inoltre chiuso le indagini preliminari. Il procedimento entra così nella fase che potrebbe portare alla richiesta di rinvio a giudizio. Le accuse dovranno comunque essere verificate nelle successive fasi giudiziarie. Il 55enne deve essere considerato non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva. ## Il richiamo alla tragedia di Firenze Il caso di Sulmona viene accostato, per la dinamica ipotizzata dagli investigatori, alla tragedia avvenuta il 3 settembre in provincia di Firenze, dove è morta Lorena Isceri, 45 anni.
Secondo la ricostruzione dell’inchiesta, la donna sarebbe stata aggredita dall’ex compagno Federico Vella, 36 anni, a Firenze. L’uomo l’avrebbe poi rinchiusa nel bagagliaio dell’auto e trasportata fino alla zona di Barberino di Mugello.

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