Auto e furgone dati alle fiamme, incastrato dalle telecamere 42enne. Svolta per le indagini
· di Andrea

Svolta per le indagini sul rogo doloso di via Cornacchiola dello scorso 22 maggio. Sul fascicolo aperto dalla procura della Repubblica di Sulmona c'è un primo indagato. Si tratta di un 42enne di Sulmona, già noto alle forze dell'ordine e condannato nel 2024 per spaccio di sostanze stupefacenti, che è stato raggiunto da un avviso di garanzia per l'ipotesi di reato di incendio doloso. L'individuazione è avvenuta al termine dei primi accertamenti effettuati dalla squadra anticrimine del commissariato di polizia, guidato dal vice questore Rosa D'Amelio. Gli investigatori hanno acquisito le prime testimonianze e visionato le telecamere di videosorveglianza collocate nella zona che avrebbe fornito indizi utili per identificare l'uomo ritenuto presunto esecutore dell'atto incendiario. Tuttavia le indagini non sono chiuse. Gli inquirenti ritengono che il 42enne non abbia agito da solo ma quell'azione dolosa sia stata commissionata da qualcuno. Per questo si cerca il mandante. Era il 22 maggio quando in via Cornacchiola, nelle Pav Casa, erano stati dati alle fiamme un furgone Iveco e un’Audi Q5 parcheggiati nel piazzale antistante.
Secondo la ricostruzione effettuata dagli agenti del commissariato di Sulmona, il rogo sarebbe partito dal furgone per poi propagarsi rapidamente alla vettura parcheggiata poco distante. Alcuni residenti avevano raccontato di aver sentito prima una forte esplosione e subito dopo un secondo boato mentre le fiamme avvolgevano completamente i mezzi. Un residente, affacciatosi dal balcone subito dopo le esplosioni, avrebbe notato una vettura di colore scuro allontanarsi a forte velocità in direzione dell’ufficio postale. Un dettaglio che gli investigatori stanno verificando con attenzione. Gli agenti hanno quindi acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, in particolare quelle installate in un’attività commerciale che, alcune settimane prima, si erano rivelate utili per ricostruire un incidente stradale.
Sulla natura dolosa del rogo non sembrano esserci dubbi. I vigili del fuoco di Sulmona, intervenuti con due autobotti per domare l’incendio e mettere in sicurezza l’area, avevano rinvenuto tracce di liquido infiammabile. Le indagini stanno seguendo diversi filoni ma, al momento, la pista più accreditata resta quella di una ritorsione a sfondo professionale. Le vittime dell'incendio, che da quattro anni operano del comparto del verde pubblico, avevano riferito di non aver dato fastidio a nessuno e di aver agito con sempre con onestà ed estrema professionalità
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