Allarme frane sul Morrone, sopralluogo dei geologi. "Bastano pioggie leggere"
· di Andrea

"Anche leggere pioggie potrebbero innescare colate detritiche importanti che potrebbero arrivare sia alle strade che alle abitazioni sospese. La situazione è molto grave". Non usa mezzi termini Nicola Sciarra, docente dell'università di Chieti e noto geologo affermato a livello internazionale, salito questa mattina sul monte Morrone assieme a Catia Di Nisio, presidente dell'ordine dei geologi abruzzesi. Il sopralluogo degli esperti è stato voluto dal capo della protezione civile regionale Maurizio Scelli che sta pensando già al post incendio avvalendosi di specialisti di altissimo spessore per valutare i rischi idrogeologici che certamente devono essere considerati per evitare, sottolinea Scelli, "che possano determinarsi conseguenze addirittura più gravi di quelle dell'incendio". Così Sciarra e Di Nisio sono saliti questa mattina sul pick up della protezione civile per constatare lo stato dei luoghi. "Il sopralluogo ha messo in luce la precarietà dei luoghi, in alcuni casi emblematici e molto pericolosi. Bisogna mettersi di impegno a trovare una soluzione rapida che permetta almeno la messa in sicurezza"- osserva Sciarra. La ricognizione necessita comunque di maggiori approfondimenti come ricorda Catia Di Nisio ma il sopralluogo ha già messo in luce delle gravi criticità. "Sicuramente i canaloni rappresentano una via preferenziale di venuta a valle del materiale. Su quelli bisognerà concentrarsi, alla luce della sconnessione dei fronti rocciosi"- aggiunge Di Nisio, spiegando che la zona è molto estesa. "Bisognerà prima definire le aree più a rischio e su quelle fare un allertamento, un sistema di controllo per segnalare in tempi rapidi le situazioni a rischio"- conclude. Un sopralluogo chiave per mettere in piedi un monitoraggio continuo.
Nel frattempo procede la bonifica con cinquanta squadre da terra e con i mezzi aerei
Commenti
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!













