Aggressione a sfondo razziale, cinque tifosi davanti al gup. Archiviata la posizione di un sesto indagato
· di Andrea

Saranno discusse il prossimo 20 ottobre davanti al gup del Tribunale di Sulmona le cinque richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura della Repubblica nell’ambito dell’inchiesta sull’aggressione ai danni di un giovane tunisino. Per un sesto tifoso inizialmente coinvolto, invece, il gip ha disposto l’archiviazione, accogliendo la richiesta della Procura.
Al centro dell’udienza ci sarà la strategia difensiva dei cinque imputati, che punteranno sulla sospensione del procedimento con messa alla prova, accompagnata dall’offerta di un risarcimento economico alla persona offesa. A rappresentare il gruppo è l’avvocato Fiorenzo Cieri, che ridimensiona il presunto movente razziale contestato dagli inquirenti.
«Da parte dei miei assistiti non c’è stata alcuna volontà di colpirlo a scopo razziale», precisa il legale, confidando che il giudice possa accogliere la richiesta e consentire l’estinzione del reato al termine del percorso previsto dalla legge.
Secondo la ricostruzione della squadra anticrimine, l’episodio sarebbe nato da una circostanza apparentemente banale: la mancata restituzione di un cappellino alla vittima. I tifosi sarebbero quindi scesi da un pulmino per recuperarlo. Il giovane sarebbe stato circondato, insultato e colpito con calci e pugni. Nel corso dell’aggressione, gli indagati avrebbero anche tentato di utilizzare una spranga.
A evitare conseguenze più gravi sarebbero stati l’intervento tempestivo di un automobilista e quello di un agente di polizia fuori servizio, che hanno allertato i soccorsi. Il ragazzo tunisino è stato trasportato in ospedale, dove gli sono state riscontrate ferite lievi.
È stata invece archiviata definitivamente la posizione del sesto tifoso, la cui posizione era stata stralciata già nelle prime fasi dell’inchiesta. Il gip ha accolto la richiesta della Procura, escludendo ulteriori sviluppi giudiziari nei suoi confronti.
«Accogliamo con soddisfazione questo provvedimento, che conferma la totale estraneità del mio assistito e pone fine a questa parentesi giudiziaria», ha dichiarato la sua legale, l’avvocata Samantha Zaccardi.
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